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 LA VALLE DEI...VELENI !!!!!!!!!!

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perseo89
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Numero di messaggi: 62

MessaggioOggetto: LA VALLE DEI...VELENI !!!!!!!!!!   Lun 20 Ott 2008, 12:56

NON CAPISCO PERCHE’, CI OSTINIAMO A CHIAMARLA... “VALLE DEL MELA” !!!!

Nuova Unita’ Steam Reforming HUM3- RAM - Raffineria di Milazzo Scpa -
Il progetto finanziato dalla società proprietaria, Raffineria di Milazzo S.C.p.A. (RAM), joint-venture paritaria fra Eni S.p.A e Kuwait Petroleum Italia, riguarda la realizzazione, nell’area della Raffineria esistente di un nuovo impianto per la produzione di idrogeno di capacità produttiva massima di circa 25.000 Nm3/h di idrogeno puro (2,27 t/h) in affiancamento agli esistenti, nel seguito denominato unità HMU3.
Nella documentazione di sintesi non tecnicasi dice ancora che “L’intervento si inquadra nell’ambito delle realizzazioni previste per attenersi alle disposizioni della Comunità Europea (Direttive 98/70/CE e CEE/CEEA/CE n° 17 del 3/03/2003), recepite nell’ordinamento nazionale con DPCM n. 434 del 23/11/2000, con DPCM 29/2002 e con Legge n. 306 del 31/10/2003, che impongono a partire dal gennaio 2009 un’ulteriore diminuzione della concentrazione di zolfo nelle benzine e nei gasoli fino a 10 ppm rispetto alla concentrazione oggi ammessa di 50 ppm.”

Nelle Motivazioni del Progetto viene detto :” L’idrogeno rappresenta a tutti gli effetti una materia prima di primaria importanza per il ciclo di raffinazione in quanto viene utilizzata come carica combinata in diversi impianti di conversione presenti in Raffineria. Nella configurazione attuale di Raffineria, la sua produzione viene realizzata dal Reformer, dall’Idrogeno 1 e dall’impianto Linde (gestito inoutsourcing)…… D’altra parte, l’Industria Petrolifera, per le caratteristiche delle riserve mondiali di greggio disponibili, per la flessibilità di mercato, sicurezza di approvvigionamenti e per ragioni di competitività, è sollecitata a lavorare greggi sempre più ricchi di zolfo, che produrrebbero ingenti quantitativi di olio combustibile e gasoli con tenore di zolfo medio/alto se non fossero oggetto di una conversione più spinta.
La realizzazione dell’impianto Steam Reformer HMU3 rappresenta quindi una tappa obbligata per soddisfare il fabbisogno di H2 necessario agli impianti esistenti per incrementare la conversione dei residui pesanti in prodotti a più alto valore aggiunto ed a basso contenuto di zolfo, in accordo alle disposizioni in materia di antinquinamento.”
Al capitolo Strumenti di pianificazione energetica viene precisato :” Gli interventi di progetto si inquadrano nell’ambito di quanto previsto dai Piani nazionali, regionali e provinciali in termini di riqualificazione e tutela dell’ambiente mediante innovazione e ottimizzazione delle tecnologie produttive.

• permette la lavorazione di greggi a più alto tenore di zolfo, pur elevando la qualità dei prodotti, e riduce il grado di dipendenza dalle fonti estere, in quanto permette di utilizzare materie prime maggiormente disponibili a prezzi più convenienti;

• costituisce uno degli investimenti indicati dalla programmazione come necessari per elevare il livello tecnologico nella raffinazione del petrolio. Permette infatti di ottenere prodotti con minori quantità di zolfo, in linea con le direttive comunitarie in materia;

• comporta la produzione di carburanti più “puliti” contribuendo al miglioramento della qualità complessiva dell’aria;

• prevede l’utilizzo di gas naturale come unico combustibile per il nuovo impianto garantendo emissioni trascurabili di biossido di zolfo e Polveri.

Al Capitolo combustibili si legge :
La Raffineria è un impianto ad alta intensità energetica, che utilizza però principalmente combustibili prodotti internamente dai processi di raffinazione come gas combustibile (fuel gas) e combustibili liquidi (fuel oil).

Ad integrazione dei combustibili autoprodotti la Raffineria utilizza gas naturale (metano) prelevato dalla rete Snam Rete gas.
I combustibili vengono utilizzati per alimentare i forni di raffineria.
L’impianto viene sinteticamente così descritto :
Impianto Steam Reforming
Il nuovo impianto per la produzione di idrogeno avrà una capacità produttiva massima di circa 25.000 Nm3/h di idrogeno puro (2,27 t/h). Oltre all’idrogeno, l’impianto genererà vapore surriscaldato ad alta pressione (52 bar).
La carica all’impianto sarà costituita interamente da gas naturale proveniente dalla rete Snam Rete Gas.
L’impianto di produzione idrogeno sarà suddiviso nelle seguenti sei sezioni principali:
• Sezione di desolforazione: la funzione di questa sezione è di eliminare lo zolfo;
• Sezione di steam reforming: la funzione di questa sezione è convertire l’alimentazione di idrocarburi miscelata con vapore a gas di sintesi, contenente principalmente H2, CO e CO2, oltre a una piccola quantità di CH4 non reagito;
• Sezione di shift: scopo di questa sezione è la conversione di CO a CO2, dalla reazione con H2O, generando idrogeno. La reazione è di tipo esotermico;
• Raffreddamento del gas di processo;
• Sezione di separazione dell’idrogeno: la funzione di questa sezione è la separazione dell’idrogeno contenuto nel gas di processo per raggiungere la purezza richiesta;
• Generazione di vapore ad alta pressione (52 bar, 430 °C).

Stato attuale dell’ARTE : quasi tutto approvato

La documentazione del via ovviamente descrive un ambito industriale perfetto, le emissioni tutte sotto controllo, il nuovo impianto emetterà in forma limitata C02, NOx, se pensavate che non vi erano emissione sbagliavate

I lavori dureranno 14 mesi ed avranno inizio nell’aprile 2009.

Avremo un nuovo camino, Le emissioni relative all’impianto HMU3 saranno convogliate in un nuovo camino denominato E30 (di altezza prevista pari a 75 m e diametro interno di 1,4 m). il fatto che si chiami E30 potrebbe significare che ve ne siano altri 29 prima di questo ma non so dirvi dove.

Infine, dopo aver precisato che il traffico non subirà nessun incremento, che i rumori, pur in assenza di una zonizzazione acustica del comune di S. Filippo del Mela e di Milazzo, loro garantisono, (non si sa come??) che tutto sarà contenuto.

Le opere di mitigazione riguardano esclusivamente aspetti di natura tecnologica:
• esclusivo utilizzo nei forni del nuovo impianto di combustibili gassosi con conseguente limitazione delle emissioni di biossido di zolfo e di Polveri;
• dotazione di sistemi di monitoraggio della temperatura e del contenuto di ossigeno per tutti i nuovi forni al fine di ottimizzare l’efficienza di combustione (abbattimento emissioni di monossido di carbonio);
• Installazione di bruciatori di tipo LowNox nel forno del nuovo impianto HMU3 con conseguente limitazione delle emissioni di ossidi di azoto;
• dotazione di sistemi di tenuta ad alta efficienza per le pompe ed i compressori dei nuovi impianti (abbattimento emissioni di composti organici volatili).

Con questa breve sintesi ho inteso dare solo la informativa, possiamo solo dire che l’area a rischio della valle del mela da oggi sarà più ricca di … rischi
Quindi propongo di cambiare nome in “la valle dei rischi” , quindi Milazzo forse manterrà il suo nome mentre avremo S. Lucia del Rischio, S. Filippo del Rischio, Pace del Rischio, mi dispiace per gli altri comuni che pur avendo il rischio non possono cambiare nome.
Mi domando se quei signori che con conferenze strettamente riservate in ambito istituzionale non sapevano???

Cosa c’è da scoprire ancora ???

Che ne dite: ci mobilitiamo o ci riempiamo i polmoni di altri veleni ???

Secondo il mio sommesso parere nella ex valle del mela oggi valle dei rischi vi è un ottimo impianto della dissimulazione, sempre attivo ed efficace, infatti se dovessimo rivolgere la domanda non dico ad un cittadino ma ad un politico, scegliete Voi il livello, “scusi lei sapeva dell’impianto HMU3 .. “ la risposta sarebbe sicuramente no, o forse molto evasiva, o forse: stiamo cercando di contrastare la disoccupazione.
Già negli anni sessanta è accaduta la medesima cosa, in nome dello sviluppo si è compiuto il più grave scempio della valle del mela, oggi in forza dei fatti valle del rischio e se continuiamo cosi diventerà la valle della m….., non oso dire la parola immaginatela pure nella vostra mente -

Milazzo lì 16 Ottobre 2008

Il Vice Presidente TAT
Arch. Salvatore Crisafulli

A maggiore intelligenza, clicca per il reportage di Nino Luca del 28 gennaio 2008

http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_28/milazzo_reportage_nino_luca_a2923dde-cdc6-11dc-b103-0003ba99c667.shtml


clicca sotto per essere reindirizzato al blog. RAI - TG1 di Pino SCACCIA
http://latorredibabele.blog.rai.it/2008/10/17/la-valle-dei-rischi/


Ultima modifica di perseo89 il Gio 30 Ott 2008, 08:25, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Milazzo vuole veleni…. Inodori !!!!!   Mar 21 Ott 2008, 09:26

Il 14/10/08 è stato presentato a Milazzo il “DECRETO CHE REGOLAMENTA
GLI ODORI MALEODORANTI DELLE INDUSTRIE
”, ed erano presenti esponenti
vari, a discutere e dibattere praticamente sul..NULLA

Sembrava un convention sul lancio di un “parfum”, come per dire “le emissioni
non debbono avere caratteristiche percepibili dall’olfatto”.

Quindi, pur di giustificare tutto, ci stiamo inventando anche questa “minchiata”,
si propone di catturare i gas e neutralizzarli con procedimento inverso a quello che
avviene per il gas metano.

Tale fatto accade nel mentre il V.I.A. depositato al Comune di Milazzo per l’
impianto HMU3 da parte della Raffineria, era passato in modo silenzioso e
senza essere sottoposto a “forum o focus”, mentre per le “puzze da
neutralizzare
” viene fatto l’incontro - con i rappresentanti anche delle industrie -

Poi ci sarà l’incontro con i sindacati ed i lavoratori etc. etc.

Tale teatrino è ormai noto, mostra tutta la debolezza della rappresentanza
istituzionale, incapace di strutturare precise direttive di sviluppo ordinato
e sostenibile, ed il tutto sembra gestito da una grande regia,
almeno dai fatti traspare questa ipotesi.

Troppi inutili discussioni ed incontri dilatano i tempi del risanamento, ed inoltre,
per ogni giorno che passa, la situazione si aggrava, ed il rapporto tra cittadini
e industria diventa sempre più difficile.

Perché non pensare a strutturare ipotesi di compatibilità,
valutare quali sistemi adottare per rendere compatibile la
presenza delle industrie con il sistema antropizzato ???

Nel recente periodo si è perso tanto tempo per dibattere
sui sistemi di monitoraggio e senza alcun utile risultato,
adesso le puzze e poi qualche altro inutile stratagemma?

Si è anche sentito dire che si vuole fare del disfattismo ecologista,
a tali individui, poco lungimiranti si risponde: l’ecologia pone la
questione dei grandi equilibri, delle
compatibilità e della funzionalità, l’insieme deve perseguire tutto
questo senza penalizzare altre forme o altre presenze.

Chi si occupa dell’ambiente, non è un disfattista, ne uno stupido ideologo, egli
nasce e pone la questione in quanto avverte la necessità di agire a tutela di
sistemi di vita oppressi e rinnegati da sistemi prevalenti, quindi pone la
questione funzionale dell’equilibrio, il tutto come avviene in natura.

E’ stato ampiamente dimostrato che ciò è possibile, ed inoltre un insieme
ben ordinato oltre a valorizzare tutte le preesistenze sostiene lo sviluppo
dei valori e della cultura.!!!!

Milano lì 20 Ottobre 2008

A maggiore intelligenza, clicca per il reportage di Nino Luca del 28 gennaio 2008

http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_28/milazzo_reportage_nino_luca_a2923dde-cdc6-11dc-b103-0003ba99c667.shtml



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