“L'Assessore Provinciale all'Ambiente,
Pietro Petrella, venerdi' 24 Ottobre, alle ore 11,00, sarà presente a Monforte Marina per l'effettuazione di un sopralluogo allo scopo di individuare altri siti idonei per la realizzazione della stazione di pompaggio della "
SNAM ".
All'ispezione saranno presenti inoltre, tecnici dell'Assessorato Regionale all'Industria, esperti e rappresentanti dei Comuni interessati e tecnici della "
SNAM".
Esisteva una strategia, adesso è tutto chiaro, Il Sindaco esce di scena ( ...si fa per dire), ma subentra l’Ass.re Provinciale P. Petrella, a cavar le castagne dal fuoco;
Ma perché, si insiste sempre in quella zona ???
CUI PRODEST* – (
CUI BONO) ???
Che connessione vi è, tra la centrale di compressione
SNAM RETE GAS, il potenziamento della centrale
Edipower, l’HMU3 della RAM di Milazzo ed il
revamping di taluni impianti della stessa ?
Semplice,
il tutto era già stato pianificato, da un
preciso interesse condiviso per perfezionare sistemi tecnologici, ripartendo tra i "vari operatori", precise funzioni-
Un piano ben conceniato e coordinato, definito all’occasione “
Piano Energetico”, quindi chi diceva di non sapere mentiva, del resto cosa poteva fare se non mentire.
Ma torniamo alle grandi strategie,
La Valle dei Rischi, oggi vede configurarsi un sistema tecnologico territorialmente più diffuso, distribuito lungo la costa, quindi Monforte San Giorgio si appresta ad entrare a pieno titolo, nell’
AREA A RISCHIO e noi gli porgiamo sin d’ora, il benvenuto.
L’Ass.re Provinciale P. Petrella, andrà a Monforte Marina per cercare un sito più idoneo, tutti presenti, compreso i comuni interessati, quindi nessuna scusante adesso, TUTTI SANNO (nessuno escluso).
Questo non è sviluppo o benessere, l’Ass.re P. Petrella piuttosto che dedicarsi al[u] Piano di Risanamento o al CPTA si attiva a cercare disperatamente siti industriali, allora faccia una
nuova pianificazione , ove tutti gli aspetti territoriali possano trovare giusta connotazione funzionale, se un piano energetico doveva essere, questo in nessuna documentazione è apparso, forse in Sicilia la pianificazione virtuale è più efficace di quella reale.
Non comprendiamo come mai, l’Ass.re Provinciale all’Ambiente, si attiva così solertemente per “la ricerca“ in un ambito che contraddice i compiti del suo mandato, però non dica che non l’avevamo avvisato “
Le Volpi spesso finiscono in Pellicceria (docet)” , non se lo dimentichi, lo tenga sempre presente.
Ci aspettavamo invece che sia l’Ass.re Provinciale All’Ambiente che L’Ass.re Regionale, imitassero il loro collega del
FRIULI, che con semplice provvedimento ha intimato alle industrie il rispetto dei valori da non superare per le emissioni diversamente li avrebbe sanzionato, addirittura con la chiusura degli impianti.
La colpa è della nostra storia, siamo stati troppo ospitali, e perché dobbiamo contravvenire a tale tradizione proprio ora…..???
E noi della
T.A.T., ecco perché siamo contrari ???
Semplice oserei "
elementare" la spiegazione:
1) - l’incremento di questo tipo insediamenti industriali non genere economia di base, i capitali di queste industrie non rimangono nella nostra regione;
2) - queste industrie sfruttano le condizioni favorevoli “Ambientali” per generare profitti, e di questi profitti sul territorio non rimane nulla;
3) - noi invece paghiamo a caro prezzo tutto questo, lo paghiamo con il minor valore del nostro patrimonio, le nostre case si deprezzano sempre di più, il carico inquinante incide sulla nostra salute, non sono possibili altre forme di sviluppo economico, l’agricoltura viene pesantemente penalizzata, il turismo viene sospinto da Barcellona in poi;
4) - le compensazioni ambientali che queste industrie elargiscono, in relazione alla importanza economica della iniziativa, sono pressoché teoriche se non inesistenti, e finirà che alla fine a pagare il costo dello “scempio ambientale”, saremo sempre noi;
5) - la quota benessere generata dal sistema occupazionale in relazione alla struttura del quadro socio economico, risulta marginale-
In merito ai rischi sulla saluti, la
O.M.S., non si capisce perché, non ha ancora prodotto i risultati della sua indagine epidemiologica, tuttavia, la stessa O.M.S. nel suo rapporto intitolato “
Prevenire le malattie grazie a un ambiente migliore”:
descrive una stima del carico di malattia legato all’Ambiente, intendendo con questo fornire un contributo più completo e sistematico su quanto i fattori di rischio ambientali prevenibili possano contribuire a un’ampia gamma di malattie e incidenti.
L’analisi è focalizzata sulle cause ambientali delle malattie e su quanto le diverse patologie possano essere influenzate dall’ambiente. I dati mostrano come decessi, malattia e disabilità possano essere effettivamente ridotti ogni anno attraverso una politica ambientale adeguata.
L’
ARPA che avrebbe dovuto sistematicamente fornire i dati del rilevamento della varie centraline nonchè quelle relative alla indagine dell’inquinamento elettromagnetico più precisamente quelli relativi ai comuni facenti parte della
Valle del Rischio, sembra abbia preferito consegnarli al magistrato, così rimangono secretati e non sono disponibili. Sic !
Non amo entrare nelle articolazioni legislative, non sono un burocrate, ma se a disattendere le norme sono proprio coloro i quali dovrebbero applicarle, allora di
malato non c’è solo l’Ambiente.
Chi scrive non lo fa per diletto speculativo ma è sospinto da vicende dirette nell’ambito familiare, tipo
l’aplasia midollare, una esperienza difficile, che ne sindacati, e politici potevano risolvere, solo
il trapianto del midollo che attualmente sembra funzionare (ovviamente avvenuto in struttura ospedaliera del Nord).
L’esperienza personale, porta anche a valutare in modo diretto altre conseguenze, vedasi vistose macchie da presumibili idrocarburi condensati proprio sul tetto della mia macchina, poi se è stata la Centrale Edipower o la Raffineria è difficile dirlo.!!!*
La
O. M. S. (Organizzazione Mondiale della Sanità), continua nel su rapporto precisando che : La maggior parte delle malattie legate a fattori di rischio ambientali, sono comunque fra i principali problemi di salute pubblica in generale, per quanto associati a livelli diversi di mortalità.
Le malattie che in assoluto presentano la mortalità più elevata legata a fattori di rischio modificabili di natura ambientali (in generale) sono:
_ [b]2,6 milioni di morti ogni anno per malattie cardiovascolari
_ 1,7 milioni di morti ogni anno per malattie diarroiche
_ 1,5 milioni di morti ogni anno per infezioni del tratto respiratorio inferiore
_ 1,4 milioni di morti ogni anno per cancro
_ 1,3 milioni di morti ogni anno per broncopneumopatia cronica ostruttiva Il rapporto mostra che in un modo o nell’altro l’ambiente influenza significativamente più dell’80% di queste malattie principali.
Inoltre, sembra contare solo quei rischi ambientali che sono effettivamente modificabili attraverso politiche di intervento adeguate o tecnologie già disponibili.
Viene specificato quale quota è prevenibile per ogni patologia.
Per prevenire ogni anno milioni di morti altrimenti evitabili è necessario che settori come quello dei trasporti, dell’energia, dell’agricoltura e l’ industria collaborino per abbattere il più possibile i rischi per la salute che derivano dall’ambiente di vita.
La parola “
collaborino” nella Valle non è praticata, però non capisco il management di queste industrie, dovrebbero rifiutarsi di accettare condizioni o forme di rapporto senza il rispetto di tutti gli interessi, loro ben sanno che certe strategie prima o poi emergeranno, perché sporcare il valore della industria italiana, perché nel processo dello sviluppo non salvaguardare i valori storico-culturale e paesaggistico dei luoghi, il rispetto del valore patrimoniale sia pubblico che privato, il rispetto della salute, il valore morale della vita, del sistema che li ospita ???
Perché non ricercare forme che rivitalizzano quel tessuto mortificato dalle forti limitazioni che queste industrie con il loro modo egoistico “
impongono” ???
Una ricercata forma condivisa di rispetto sarebbe la soluzione di una consapevole convivenza, utile allo sviluppo civile e democratico.
Perché l’Ass.re Provinciale P. Petrella, non agisce in modo palese, spiegando le ragioni di certe scelte ???
Continuiamo a… spi..rare.!!!!!! Milazzo lì 23 Ottobre 2008 Il Vice Presidente TATArch. S. Crisafulli
*
Post Scriptum-
La locuzione latina cui prodest? (lett. "a chi giova?") deriva dalle parole pronunciate da Medea nell'omonima tragedia di Seneca. Ai versi 500-501 ella afferma: "cui prodest scelus, is fecit", cioè "colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l'ha compiuto".Il concetto espresso da Medea è alla base di ogni ricerca investigativa: la scoperta di un possibile movente favorisce anche la scoperta del colpevole, o comunque limita il numero dei sospettati. Ma anche nella vita di ogni giorno, domandarsi sempre "cui prodest?" - altrimenti reso con Cui bono? - aiuta a rintracciare i fini ultimi e i reali interessi che leggi, decreti o semplici decisioni nascondono, al di là degli alti ideali che sembrano proporsi e garantire.http://www.buongiornomonforte.splinder.com/post/18828044/AVEVAMO+RAGIONE%21%21%21A maggiore intelligenza, clicca per il reportage di Nino Luca del 28 gennaio 2008 http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_28/milazzo_reportage_nino_luca_a2923dde-cdc6-11dc-b103-0003ba99c667.shtmlclicca sotto per essere reindirizzato al blog. RAI - TG1 di Pino SCACCIAhttp://latorredibabele.blog.rai.it/2008/10/17/la-valle-dei-rischi/